ABROGATI I VOUCHER

Il decreto legge del 17 marzo 2017, n. 25, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 17 marzo 2017, n. 64 e in vigore dal 17 marzo 2017 ha approvato un decreto legge che prevede l’abrogazione dei voucher e dell’intera disciplina del lavoro accessorio. L’intento dichiarato del Governo è quello di evitare il referendum abrogativo promosso dalla CGIL previsto per il prossimo 28 maggio, tenuto conto della delicatezza della situazione politica attuale e della volontà riformatoria che già ispira i lavori in corso preso la Commissione lavoro della Camera.

Il decreto prevede una fase transitoria nel corso della quale sarà possibile continuare ad utilizzare i voucher già acquistati prima dell’entrata in vigore del decreto legge (17 marzo 2017). Fino al 31 dicembre 2017 saranno utilizzabili i voucher già acquistati al 17 marzo 2017 (data di entrata in vigore del D.L. n. 25 del 2017). Per tutti questi voucher resta in vigore la disciplina che riguarda gli obblighi, posti in capo al committente, di attivazione dei buoni lavoro e comunicazione preventiva delle prestazioni (in caso di committente imprenditore o professionista).

In particolare, il committente che intende fruire delle prestazioni di lavoro accessorio rimane obbligato a:

  • verificare il rispetto del limite economico suindicato da parte del prestatore;
  • attivare i voucher acquistati abbinandoli al codice fiscale del prestatore con riferimento ad un arco temporale di utilizzo non superiore a 30 giorni;
  • comunicare, con almeno 60 minuti di anticipo, l’impiego del lavoratore all’Ispettorato Nazionale del lavoro:

o qualora si tratti di committente imprenditore o professionista, oltre ai dati anagrafici del lavoratore anche il luogo di lavoro e il giorno e l’ora di inizio e di fine della prestazione lavorativa;

o qualora si tratti di committente imprenditore agricolo, va comunicato l’arco temporale di fruizione, che non deve essere superiore a 3 giorni;

La comunicazione può essere effettuata a mezzo posta elettronica o sms.

L’abrogazione degli articoli 48, 49 e 50 del Jobs Act, disposta dal decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri, dedicati al lavoro accessorio riguarda dunque sia i buoni lavoro utilizzati da imprese e professionisti che quelli impiegati da privati cittadini. A partire dall’entrata in vigore dello stesso i buoni lavoro non potranno più essere venduti.

L’unica tipologia contrattuale che al momento può costituire una alternativa al lavoro accessorio per imprese e professionisti, è – e rimane – il contratto di lavoro intermittente: si tratta di una alternativa che, bel lungi dalla semplicità operativa rappresentata dall’impiego dei voucher, può quantomeno consentire l’impiego dei lavoratori unicamente nei giorni e nelle ore in cui si rende necessaria la prestazione.