DECRETO RISTORI E RISTORI BIS MISURE IN MATERIA Di GESTIONE DEL PERSONALE

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale 28 ottobre 2020, n. 269, del decreto Ristori (D.L. n. 137/2020), sono state fornite, attraverso l’art. 12, nuove disposizioni concernenti la proroga degli ammortizzatori sociali COVID
PROROGA AMMORTIZZATORI SOCIALI
Estensione periodo
Il comma 1 del Decreto Ristori prevede un ulteriore periodo di integrazione salariale COVID-19 pari a 6 settimane di CIGO, assegno ordinario di FIS o Cassa in deroga che potrà essere collocato dai datori di lavoro interessati nel periodo intercorrente tra il 16 novembre ed il prossimo 31 gennaio. Chi chiederà l’intervento a partire dal 16 novembre, pur avendo ancora la possibilità di utilizzare parte delle 18 settimane previste dal decreto Agosto, andrà ad erodere il pacchetto delle 6 settimane ulteriori.
Tuttavia poiché la data ultima fissata al 31 gennaio la nuova proroga di 6 settimane andrebbe a coprire solo metà del periodo ( 11 settimane dal 16/11/20 al 31/01/21)
Lavoratori Interessati
La data entro cui i lavoratori dovevano essere stati assunti è stata espressamente prevista nel decreto Ristori Bis (D.L. n. 149/2020) che ha ampliato il beneficio ai lavoratori assunti al 9 novembre 2020 data di pubblicazione dello stesso.
Imprese Beneficiarie
Per quanto riguarda le imprese destinatarie bisogna distinguere tra datori di lavoro che hanno già fatto ricorso all’ammortizzatore per la pandemia, ed imprese che non ne hanno mai fatto ricorso.
Nel primo caso potranno accedere alle 6 settimane soltanto se avranno avuto autorizzate le seconde 9 settimane del pacchetto previsto dal Decreto Agosto e soltanto, decorso il periodo che risulta autorizzato che è quello per il quale potrebbe sussistere l’obbligo di versare un contributo addizionale che resta confermato. Una via di favore è riservata alle aziende interessate dal DPCM del 24 ottobre (esse, quasi sicuramente, saranno individuate dall’INPS attraverso il codice ATECO): potranno chiedere le 6 settimane, a partire dal 16 novembre, pur se non hanno richiesto completamente le 18 settimane previste dal D.L. n. 104 e, soprattutto, non saranno tenute a versare alcun contributo addizionale.
Nel secondo caso, secondo la formulazione del comma 2, le aziende non ne avranno diritto non avendo avuto, in via preventiva, alcuna autorizzazione relativa alle seconde 9 settimane delle 18 complessive che andavano utilizzate entro il 31 dicembre
Le 6 settimane ulteriori, a determinate condizioni, possono essere oggetto di un contributo addizionale, con le modalità e le forme stabilite dal decreto Agosto e dalla circolare INPS n. 115/2020. Tuttavia sono previste delle eccezioni che riguardano le attività sospese o ridotte a seguito del DPCM 24 ottobre 2020 per le quali i datori di lavoro interessati non saranno tenuti al versamento del contributo addizionale.
Causale ed addizionali
La causale di riferimento da inserire nell’istanza è “COVID-19 con fatturato” e riguarda le richieste per CIGO, assegno ordinario del FIS e Cassa in deroga (ma anche quelle dirette ai Fondi ex artt. 26, 27 e 40 del D.L.vo n. 148/2015); pertanto tutte le domande che riguarderanno, i periodi che partono dal 16 novembre, dovranno essere accompagnate da una autocertificazione ex art. 46 del DPR n. 445/2000 nella quale dovranno essere comparati i dati tra il fatturato aziendale relativo al primo semestre 2020 e quello del 2019.

Non è, invece, dovuto alcun contributo addizionale (comma 3) se la riduzione del fatturato, nel periodo sopra considerato, è pari o superiore al 20%. Lo stesso principio vale sia per i datori di lavoro che hanno iniziato l’attività dopo il 1° gennaio 2019 (conta la data di comunicazione dell’attività inviata alla Camera di Commercio e non quella di apertura della matricola aziendale) che per, come detto pocanzi, per coloro che hanno subito la cessazione o la riduzione di attività a causa del DPCM 24 ottobre 2020.
In base a quanto autocertificato l’Istituto individua l’aliquota del contributo addizionale che andrà versato a partire dal periodo di paga successivo al provvedimento di concessione dell’integrazione salariale. Le opportune verifiche su quanto dichiarato saranno di competenza sia dell’INPS che dall’Agenzia delle Entrate sulla base di dati ed elementi di valutazione che potranno essere oggetto di scambio tra i due Enti.
Consultazione sindacale e Presentazione Istanza
L’Esecutivo ricorda, al comma 5, che le istanze vanno precedute dalla informativa, consultazione ed esame congiunto, anche nella forma “veloce” già prevista, con le organizzazioni sindacali e se, necessario (CIG in deroga per imprese con più di 5 dipendenti), dall’accordo. Le stesse debbono essere inoltrate all’INPS entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio la sospensione o la riduzione di orario.
Il comma 6 stabilisce che in caso di pagamento diretto delle prestazioni, i dati necessari per lo stesso o il saldo delle integrazioni debbono essere inviate entro la fine del mese successivo a quello in cui è collocato l’intervento integrativo o, se più favorevole, entro i 30 giorni successivi all’emanazione del provvedimento, con lo spostamento al 27 novembre (30 giorni dal 28 ottobre, data di entrata in vigore del D.L. n. 137), se tale data è posteriore a quella del primo periodo. I termini hanno natura decadenziale: ciò comporta che i pagamenti e gli oneri connessi restano a carico del datore inadempiente.
Il comma 7, parlando della proroga al 31 ottobre dei termini riferiti sia alle istanze di cassa che alla presentazione degli SR41, con scadenza settembre, contiene un altro refuso in quanto il differimento si riferisce alle sole domande le cui scadenza si collocano tra il 1° ed il 10 settembre (date che non sembrano avere alcun significato).

PROROGA SGRAVI CONTRIBUTIVI
Il decreto Ristori riconosce 4 settimane di esonero contributivo per coloro che non si avvarranno dei trattamenti integrativi. Tale sgravio si correla, con le stesse modalità, a quello contenuto nel Decreto Agosto, con alcune significative novità:
1) L’importo dello sgravio è pari all’importo limiti delle ore integrative fruite nel mese di giugno 2020, senza alcun raddoppio
2) Lo sgravio va fruito entro il 31 gennaio 2021;
3) E’ prevista una sorta di “diritto di ripensamento”. Infatti, chi ha chiesto l’esonero in base all’art. 3 del D.L. n. 104 e non ne ha fruito interamente, può rinunciare alla parte residua e chiedere le integrazioni salariali previste dal D.L. n. 137.
ESONERO CONTRIBUTIVO
A favore delle aziende appartenenti alle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura, comprese le aziende produttrici di vino e birra, che svolgono le attività identificate dai codici ATECO di cui all’Allegato 3, l’art. 21 riconosce l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, per la quota a carico dei datori di lavoro, anche per la mensilità relativa a dicembre 2020 (in aggiunta alla mensilità di novembre prevista dal decreto Ristori).

RIMESSIONE TERMINI
Il Ristori bis riscrive l’articolo 12, comma 7 del D.L. n. 137/2020. Il predetto comma è stato interamente sostituito.
La nuova formulazione prevede la proroga al 15 novembre 2020 dei termini decadenziali di invio delle domande di accesso ai trattamenti collegati all’emergenza Covid-19 di cui agli articoli da 19 a 22-quinquies del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27 e successive modificazioni e integrazioni, e di trasmissione dei dati necessari per il pagamento o per il saldo degli stessi che, in applicazione della disciplina ordinaria, si collocano tra il 1° e il 30 settembre 2020.
BONUS BABY-SITTER E CONGEDO STRAORDINARIO
Per le zone rosse nelle quali è stata disposta la chiusura delle scuole secondarie di primo grado, all’art. 13 del decreto bis viene riconosciuta, alternativamente ad entrambi i genitori di alunni delle suddette scuole, lavoratori dipendenti, nelle sole ipotesi in cui la prestazione lavorativa non possa essere svolta in modalità agile, la facoltà di astenersi dal lavoro per l’intera durata della sospensione dell’attività didattica in presenza, con il riconoscimento di un’indennità pari al 50% della retribuzione mensile.
Il successivo art. 14 invece, sempre per le regioni rosse nelle quali sia stata disposta la chiusura delle scuole secondarie di primo grado, introduce un bonus baby-sitter da 1.000 euro, da utilizzare per prestazioni effettuate nel periodo di sospensione dell’attività didattica in presenza. La fruizione del bonus è riconosciuta alternativamente ad entrambi i genitori, nelle sole ipotesi in cui la prestazione lavorativa non possa essere svolta in modalità agile, ed è subordinata alla condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o altro genitore disoccupato o non lavoratore. Il bonus non è riconosciuto per le prestazioni rese dai familiari.
Sia il congedo straordinario (art. 13) che il bonus baby sitter (art. 14) sono riconosciuti anche ai genitori di figli con disabilità in situazione di gravità accertata ai sensi dell’articolo 4, comma 1, della legge n. 104/1992, iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale, per i quali sia stata disposta la chiusura ai sensi dei DPCM del 24 ottobre 2020 e del 3 novembre 2020.
SOSPENSIONE VERSAMENTI PER NOVEMBRE 2020
Per i soggetti che esercitano le attività economiche sospese ai sensi del DPCM del 3 novembre 2020, aventi domicilio fiscale, sede legale o sede operativa in qualsiasi area del territorio nazionale, per quelli che esercitano le attività dei servizi di ristorazione che hanno domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di elevata o massima gravità e da un livello di rischio alto (zone arancioni e rosse), nonché per i soggetti che operano nei settori economici individuati nell’Allegato 2, ovvero esercitano l’attività alberghiera, l’attività di agenzia di viaggio o quella di tour operator, e che hanno domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto (zone rosse), l’articolo 7 prevede la sospensione dei termini che scadono nel mese di novembre 2020 relativi:
a) ai versamenti relativi alle ritenute alla fonte e alle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, che i predetti soggetti operano in qualità di sostituti d’imposta;
b) ai versamenti relativi all’IVA.
I versamenti sospesi sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 16 marzo 2021 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 4 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 marzo 2021.
A favore dei datori di lavoro privati appartenenti ai settori individuati nell’Allegato 1, l’art. 11 dispone la sospensione dei versamenti contributivi dovuti nel mese di novembre 2020. La predetta sospensione non opera relativamente ai premi per l’assicurazione obbligatoria INAIL.
È altresì sospeso il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti nel mese di novembre 2020, in favore dei datori di lavoro privati che abbiano unità produttive od operative nelle aree del territorio nazionale, caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto (zone rosse), appartenenti ai settori individuati nell’Allegato 2.
I pagamenti dei contributi previdenziali e assistenziali sospesi devono essere effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 16 marzo 2021 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 4 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 marzo 2021. Il mancato pagamento di 2 rate, anche non consecutive, determina la decadenza dal beneficio della rateazione.